
Voci Della Storia è un progetto interregionale che unisce memoria storica e apprendimento non formale, attraverso la creazione e sperimentazione di Live Action Role Play (LARP) con giovani di Lazio e Campania.
Descrizione e obiettivi
Voci della Storia promuove l’attivazione civile dei giovani e la costruzione di comunità inclusive attraverso l’apprendimento non formale. Il progetto coinvolge due organizzazioni partner, ASNU in Campania e L’Isola Che C’è nel Lazio impegnate nel design, nella sperimentazione e nella messa a regime di LARP incentrati sulla memoria storica come strumento di coesione comunitaria.
L’iniziativa punta a rendere gli strumenti sviluppati pienamente replicabili al termine del progetto, e a creare una prima rete interregionale capace di ampliarsi al resto d’Italia e oltre.
Bisogni
1: Distanza dei giovani dalla partecipazione civica
In Italia, come in gran parte d’Europa, si registra un progressivo allontanamento dei giovani tra i 18 e i 28 anni dai processi decisionali e dalla vita delle proprie comunità. Questa distanza non è indifferenza, ma spesso mancanza di strumenti, spazi e occasioni concrete per agire. Il progetto risponde a questo bisogno offrendo un percorso di attivazione reale, in cui i giovani sono protagonisti e non semplici destinatari.
2: Indebolimento del legame con la memoria collettiva
Il patrimonio storico e culturale condiviso rischia di diventare contenuto scolastico anziché risorsa viva per le comunità. Quando la memoria smette di essere trasmessa in modo partecipato, si indebolisce anche il senso di appartenenza che tiene insieme le comunità locali. Voci della Storia rimette la memoria al centro, non come archivio del passato, ma come strumento generativo per costruire identità e coesione nel presente.
3: Limitata capacità delle organizzazioni di coinvolgere le comunità locali
Le associazioni attive nell’educazione ambientale e nella partecipazione giovanile spesso faticano a tradurre le proprie attività in processi di coinvolgimento comunitario duraturi. Il progetto potenzia questa capacità attraverso la sperimentazione di format aperti al pubblico e la costruzione di reti locali di interesse attorno al tema della memoria.
Perché i LARP
Il Live Action Role Play è uno strumento di apprendimento non formale che permette ai partecipanti di incarnare prospettive storiche e sociali in modo attivo ed esperienziale. Non è semplicemente teatro o gioco: è un dispositivo pedagogico che genera empatia, pensiero critico e senso di comunità.
- Apprendimento incarnato: I partecipanti non studiano la storia, la vivono: le competenze acquisite sono più durature e trasferibili.
- Co-progettazione come formazione: Il processo di design del LARP è esso stesso un percorso di crescita: i giovani esercitano creatività, lavoro di squadra e pensiero sistemico.
- Apertura alla cittadinanza: Gli eventi finali sono pubblici: il LARP diventa ponte tra i giovani e la comunità più ampia.
- Replicabilità autonoma: Scenari e metodologie sono documentati e testati per poter essere riproposti senza dipendenza dal progetto originale.
Contenuti e timeline del progetto
Fase 1: Workshop locali
6 workshop territoriali (3 per regione) per introdurre il tema della memoria storica come risorsa comunitaria e presentare il LARP come strumento educativo.
Ogni incontro combina momenti di riflessione collettiva, esperienze pratiche di gioco di ruolo e discussione, per creare le basi per il coinvolgimento attivo nelle fasi successive.
Risultati: almeno 90 giovani coinvolti in 6 workshop tra Lazio e Campania
Fase 2: Mobilità in Campania
Primo incontro interregionale per avviare il lavoro condiviso di design dei LARP: definire gli scenari, condividere gli obiettivi pedagogici e acquisire tecniche di game design e facilitazione. Momento fondativo della rete tra i giovani delle due regioni, per costruire relazioni e un linguaggio comune.
Risultati: una mobilità di formazione e jam di sviluppo LARP, con 16 giovani partecipanti (8 per regione).
Fase 3: Mobilità nel Lazio
Secondo incontro interregionale per mettere alla prova gli scenari sviluppati nella fase precedente: raccogliere feedback strutturati, identificare criticità e apportare le revisioni necessarie. Un metodo iterativo di prototipazione e valutazione che restituisce ai partecipanti competenze concrete di testing e miglioramento di prodotti educativi.
Risultati: 1 mobilità di formazione nel Lazio, con 16 giovani e 2 facilitatori da entrambe le regioni. Almeno un LARP sviluppato per partner
Fase 4: Eventi finali
Quattro eventi pubblici — due per regione — per proporre alla cittadinanza i LARP progettati e testati dai giovani. I partecipanti agiscono come facilitatori e game master, aprendo la partecipazione attiva a un pubblico più ampio. Momento di restituzione alle comunità locali e dimostrazione concreta della replicabilità degli strumenti sviluppati.
Il partner

L’Isola che c’è è un gruppo di operatori con anni di esperienza nel settore dell’educazione, della didattica e della cultura. Si tratta di professionisti specializzati nella progettazione di attività e nell’animazione culturale per ragazzi, che con grande passione hanno sviluppato un metodo didattico capace di avvicinarsi alle reali esigenze dei più piccoli.
Ciò che propone non è soltanto un linguaggio o un approccio a misura di partecipante, ma uno strumento attraverso il quale la cultura diventa parte integrante del gioco. La cultura, infatti, rappresenta la sostanza, l’ispirazione e il fine del gioco stesso, e non il contrario.
Il metodo, ispirato al Role Playing e all’approccio educativo Learning by doing, prende forma in laboratori manuali, giochi di ruolo, attività animate e percorsi di cittadinanza attiva.
Riconoscimenti
Voci della Storia è un progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Erasmus+ e l’Agenzia Italiana per la Gioventù, ID: 2025-1-IT03-KA154-YOU-000297175
Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non relative alle opinioni dell’ Unione europea o dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA). Né l’Unione europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili.

