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Monte Miletto, SAJE sul Matese

Dopo la pausa estiva, le uscite di SAJE sono ripartite dall’alto, anzi dal punto più alto del Matese: il Monte Miletto, che con i suoi 2050 metri è la vetta principale del massiccio, al confine tra Campania e Molise. Per il progetto è la quinta uscita, dopo le oasi di Variconi e Soglitelle, i Monti Lattari, i Picentini e il Partenio.

Uscita SAJE sul Monte Miletto, Parco Nazionale del Matese (foto 1)

Non è una meta qualsiasi: ad aprile 2025 il Matese è diventato il 25° Parco Nazionale d’Italia, con quasi 88.000 ettari protetti tra le due regioni. Prima c’erano un parco regionale sul versante campano e alcune riserve su quello molisano; oggi il massiccio è tutelato come un’unica area. Un buon esempio di quello che avevamo raccontato nel seminario di SAJE sulle aree protette: dietro ogni parco c’è un lungo percorso di norme, confini e accordi con il territorio.

Uscita SAJE sul Monte Miletto, Parco Nazionale del Matese (foto 2)
Uscita SAJE sul Monte Miletto, Parco Nazionale del Matese (foto 3)
Uscita SAJE sul Monte Miletto, Parco Nazionale del Matese (foto 4)

A settembre siamo partiti dal pianoro di Campitello Matese, sul versante molisano, lungo un itinerario abbastanza impegnativo, con salite ripide che hanno reso l’escursione una grande sfida per tutti. Arrivati in cima, il panorama ci ha regalato uno sguardo unico sui laghi e su tutta la catena montuosa circostante. Dall’alto si capisce bene anche la loro diversa origine: il Lago del Matese, a circa 1000 metri, è un lago carsico, tra i più alti d’Italia, alimentato dalle acque del Miletto e della Gallinola; i laghi di Gallo e Letino invece sono bacini artificiali, creati sbarrando i corsi d’acqua.

Uscita SAJE sul Monte Miletto, Parco Nazionale del Matese (foto 5)
Uscita SAJE sul Monte Miletto, Parco Nazionale del Matese (foto 6)
Uscita SAJE sul Monte Miletto, Parco Nazionale del Matese (foto 7)

Lungo il cammino ci hanno accompagnato il ritmo tranquillo degli animali al pascolo e il volo dei rapaci che sfidavano i venti. Non sono mancate le osservazioni naturalistiche: talpe, il corvo imperiale, il più grande dei passeriformi, e diversi fossili. Le rocce calcaree del Matese si sono formate in un antico mare caldo e poco profondo, ed è per questo che oggi, a 2000 metri di quota, si possono trovare resti di organismi marini. E poi un incontro davvero curioso: un simpatico ciclista che si allenava per l’Himalaya, con salita a piedi e bici in spalla e discesa a rotta di collo in sella!

Uscita SAJE sul Monte Miletto, Parco Nazionale del Matese (foto 8)
Uscita SAJE sul Monte Miletto, Parco Nazionale del Matese (foto 9)
Uscita SAJE sul Monte Miletto, Parco Nazionale del Matese (foto 10)

Dopo mesi di caldo estenuante, abbiamo trovato una giornata che ci ha messo alla prova con il freddo e il vento gelido: in vetta abbiamo pranzato quasi congelati, finendo i panini con le dita intirizzite. Una buona lezione di montagna, anche a settembre: in quota il tempo cambia in fretta e uno strato in più nello zaino non è mai di troppo. Una volta scesi, il premio finale è stato una bevanda calda al rifugio per scongelarci e salutare insieme una splendida giornata.

Uscita SAJE sul Monte Miletto, Parco Nazionale del Matese (foto 11)

Una ripartenza con il botto, tra aria di montagna, buona compagnia e panorami che ripagano ogni passo. Come in ogni uscita, le foto del fotocontest entreranno nella mostra fotografica di fine progetto. ALLA PROSSIMA!

Articolo scritto da Silvia Montefoschi

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