Ricerca, fonti e fake news: il secondo laboratorio di “Playing the Blue” a Napoli
Il 4 dicembre 2025 si è svolto a Napoli, presso l’Università degli Studi Federico II, il secondo dei tre laboratori locali previsti dal progetto Erasmus+ “Playing the Blue“, che vede ASNU come partner per la regione Campania. I partecipanti si sono messi alla prova su un tema tanto importante quanto spesso sottovalutato: come riconoscere un’informazione attendibile da una che non lo è.

Dopo qualche veloce momento per rompre il ghiaccio e scaldare la stanza si è entrati nel vivo dell’attività, partendo da una domanda semplice ma tutt’altro che banale: come facciamo davvero a sapere che un problema ambientale esiste, e che è grave come ci viene raccontato?
Il laboratorio si è quindi trasformato in un percorso di ricerca bibliografica a tema idrico e ambienti acquatici, con un focus specifico sull’individuazione di fonti scientifiche attendibili, documenti istituzionali e dati aggiornati relativi alle criticità del territorio campano. Un bel po’ di tempo è stato dedicato anche a uno strumento molto concreto: Zotero, un software per la gestione bibliografica che ha permesso ai partecipanti di organizzare in modo ordinato e condivisibile tutto il materiale raccolto durante la giornata, perché anche la ricerca, quando è fatta bene, ha bisogno di metodo.

Dopo l’introduzione teorica, i giovani si sono divisi in gruppi di lavoro, ciascuno alle prese con un sotto-tema specifico legato all’acqua. Ogni gruppo ha avviato una propria piccola indagine, costruendo una base informativa solida che servirà come fondamenta per le proposte che verranno elaborate più avanti nel percorso, quando si tratterà di portare le idee dei giovani all’attenzione delle amministrazioni locali.
Capire come si verifica una fonte, distinguere un dato scientifico da un titolo acchiappa-click, individuare cause e dimensione reale di un problema: è già una forma di attivazione civica. Prima di immaginare soluzioni, vale la pena fermarsi a chiedersi su quali basi le si costruisce, ed è esattamente questo lo spirito con cui il gruppo ha affrontato la giornata.

Il percorso dei laboratori campani di “Playing the Blue” prosegue nelle settimane successive con un appuntamento dedicato agli Edu-LARP, durante il quale i giovani potranno finalmente mettere le mani (e l’immaginazione) su CARE, il gioco di ruolo educativo sviluppato da ASNU, sperimentando in prima persona cosa significa imparare giocando.
Il progetto continuerà poi nei prossimi mesi con la LARP Jam sul Lago d’Orta, dove i giovani provenienti da tutte le quattro regioni partner lavoreranno insieme alla creazione dei primi Edu-LARP dedicati alla cultura blu.
Playing the Blue è un progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Erasmus+ e l’Agenzia Italiana per la Gioventù, ID:
2024-3-IT03-KA154-YOU-000293840


