Con l’associazione Creamos Europa cinque partecipanti italiani hanno preso parte a un progetto Erasmus+ dedicato alla promozione del turismo sostenibile, pedalando per circa 200 km nel sud-ovest della Spagna lungo il percorso Eurovelo-8, alias Mediterranean route: il progetto 🚲 REV8 – Youth on the EuroVelo 8
Questo il link del percorso:
Eurovelo nasce negli anni ’90 con l’obiettivo di unire l’intero continente europeo attraverso ciclovie, promuovendo uno stile di vita sano e un turismo lento ed ecologico. Il nostro scopo era arrivare in cinque giorni da Cádiz ad Algeciras, attraversando alcuni degli ambienti naturali più caratteristici della costa andalusa.


Il progetto è iniziato a Chiclana de la Frontera, il 5/09/2026 dove i cinque partecipanti italiani hanno incontrato gli altri 23 ragazzi provenienti da diversi Paesi. Tra attività di gruppo, giochi e momenti di formazione, i primi due giorni sono stati soprattutto l’occasione per conoscersi prima di iniziare il vero percorso.



Il 7 settembre è arrivato il momento di salire in sella. Raggiunta Cádiz, dove erano pronte le biciclette, il percorso è iniziato seguendo le piste ciclabili di fianco all’Oceano Atlantico. Da qui il paesaggio ha lasciato progressivamente spazio alle zone umide del Parque Natural de la BahÃa de Cádiz, caratterizzato da saline e da una ricca presenza di avifauna. Tra gli incontri più interessanti, i fenicotteri e gli aironi cenerini osservati lungo il percorso. Nei giorni successivi, anche la flora non ci ha deluso, attraversando parte del Parque Natural de Los Alcornocales, abbiamo avuto l’opportunità di vedere la più grande riserva di querce da sughero di tutta la penisola iberica.



Grande attenzione merita anche la Pinar de Roche, nei pressi di Conil de la Frontera, un’estesa pineta di 683 ettari, che ci ha permesso il secondo giorno di percorrere sentieri in sicurezza tra il verde brillante dei pini, e l’azzurro dell’oceano Atlantico, dove vertiginosamente a picco cadevano le scogliere.


Più a sud, le solide rocce hanno lasciato spazio alle finissime dune di sabbia di Los Caños de Meca, un ambiente instabile, modellato continuamente dal vento, ma che rappresenta un’area sicura per le rotte migratorie di uccelli tra Europa ed Africa, essendo a cavallo dello stretto di Gibilterra.
Soffermandoci per un attimo sull’itinerario in sé, la tappa più impegnativa è stata sicuramente Los Caños – Tarifa: circa 56 km tra asfalto e gravel, con un dislivello importante. Ma la gratificazione è stata tanta, una volta raggiunta la città . Tarifa è famosa per essere il punto più meridionale della Spagna continentale, dove l’Oceano Atlantico e il Mar Mediterraneo si toccano.



Le giornate non sono sempre state semplici: il caldo, i dislivelli e la fatica hanno messo alla prova noi partecipanti, ma proprio nei momenti più difficili è emersa la forza del gruppo. Aiutarsi, aspettarsi e sostenersi a vicenda è diventato fondamentale per riuscire a portare a termine ogni tappa.
Di particolare esempio è stato Tommy, il leader del gruppo sloveno, che ha ceduto la sua bicicletta l’ultimo giorno ad un ragazzo al quale si era rotta, correndo per tutta la tappa. Ha mostrato a tutti noi grande altruismo e forza di volontà .
Fondamentale è stato anche il lavoro del team logistico, che ha accompagnato il gruppo per tutta l’esperienza.
Durante le tappe non sono mai mancati i coffee break e i pranzi, momenti necessari per recuperare le energie e ripartire con ancora più grinta. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alle diverse esigenze alimentari, con un’accurata inclusione delle scelte vegetariane e vegane.


Dalle saline di Cadice alle dune di Los Caños, fino ad Algeciras, l’Andalusia è diventata così il terreno perfetto per mettere alla prova un’idea semplice: per viaggiare e conoscere un luogo, a volte basta rallentare.
Articolo scritto da Sabrina Santomartino