
L’escursione di marzo sul Sentiero delle Fate, nel cuore del Parco Nazionale del Matese, ha segnato un ritorno in grande stile alle uscite: 10 km, 600 metri di dislivello e una giornata che ha ripagato ogni sforzo con paesaggi da sogno. Un’uscita realizzata nell’ambito del progetto Youth4Democracy: #Act4Climate, co-finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Erasmus+.



Il percorso, tecnico e vario, ha attraversato ambienti diversi che si sono susseguiti con una ricchezza naturalistica davvero notevole. Lungo il cammino non sono mancate le osservazioni: anfibi nelle zone più umide, resti ossei animali seminascosti tra la vegetazione, cavalli allo stato semibrado che pascolavano indisturbati — e poi noccioleti abbandonati, testimonianza silenziosa di un paesaggio rurale che la natura sta lentamente riprendendo.



A fare da protagoniste del sottobosco, due piante che meritano una menzione speciale: l’elleboro, con i suoi fiori precoci che sfidano il freddo primaverile, e il verbasco, maestoso e inconfondibile. Ogni angolo del sentiero è stato uno spunto di lettura del territorio, esattamente come piace a noi.


Ma il momento forse più bello della giornata è arrivato a metà percorso, con il pranzo condiviso: ognuno ha portato qualcosa, la tavolata è venuta fuori ricca e colorata, e nel mezzo di tutto questo — quasi a benedire la giornata — ha pure nevicato. Un tocco di magia in più, perfettamente in linea con il nome del sentiero. Il pranzo si è trasformato in un bel momento di comunità, con nuove e vecchie conoscenze sedute allo stesso tavolo sotto i fiocchi.


Un posto davvero fatato, una giornata che ha riscosso un grande successo — e che ci ricorda perché vale sempre la pena alzarsi presto la mattina e mettere gli scarponi. ALLA PROSSIMA!


Articolo scritto da Silvia Montefoschi
🇪🇺 Youth4Democracy: #Act4Climate è co-finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Erasmus +