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Il laboratorio su Dibattito e pensiero critico a cura di Giuseppe

Tra gennaio e febbraio 2026 ha avuto luogo il laboratorio su Dibattito e pensiero critico del progetto Giovani al Centro curato da Giuseppe Palomba, il secondo dei sei Youth Leader a portare a termine il suo percorso di educazione non formale previsto all’interno del progetto Erasmus+. 

Il laboratorio ha visto la realizzazione di tre appuntamenti durante i quali sono state affrontate le regole base del dibattito e attraverso metodi di educazione non formale è stato possibile: 

– analizzare testi di alcuni tra i più importanti discorsi politici dell’epoca contemporanea; 

– interrogarsi sui valori strettamente legati al dibattito e al confronto costruttivo; 

– approfondire tutti i passaggi e gli strumenti necessari alla realizzazione di un dibattito politico che sia funzionale e rilevante in termini di impatto! 

Il percorso ha portato i partecipanti alla realizzazione di un vero e proprio dibattito dove alcuni di loro hanno avuto la possibilità di sperimentarsi come moderatori, mentre tutti hanno contribuito alla definizione di tema, regole, tempi e modalità. Il risultato è stato un dibattito sull’intelligenza artificiale con speed date, spettro e fish bowl debate. L’evento, che ha concluso il percorso su Dibattito e pensiero critico, ha avuto luogo il 28 febbraio presso l’Orange Youth Hub, sede di APG, ed è riuscito ad ottenere un coinvolgimento che è andato oltre le aspettative!

Intervista a Giuseppe Palomba

  1. Cosa ti ha spinto a proporre questo genere di laboratorio?

Credo fermamente nel potere del confronto tra idee diverse. Da anni, già portavo avanti un
format di dibattito locale tra giovani chiamato “Agorà dei giovani” insieme al Forum dei
giovani di Torre del Greco. Ho trovato – fin da subito – interessante l’idea di estendere l’idea
del dibattito tra giovani anche nel centro di Napoli, integrandola con l’implementazione di un
laboratorio propedeutico al dibattito. In questo senso, l’idea del laboratorio di dibattito e
pensiero critico era un’opportunità per sistematizzare, sedimentare e disseminare tutto ciò
che avevo appreso negli ultimi anni.

  1. Come descriveresti in poche parole l’esperienza vissuta insieme al gruppo?

È stata sicuramente un’esperienza formativa, aggregativa e sfidante.

  1. Quali sono le cose che ti interessava di più trasmettere quando hai proposto questo laboratorio? Puoi ritenerti soddisfatta del risultato?

Mi interessava principalmente trasmettere il piacere di dibattere. Oltre che costruttiva, è
un’attività divertente e stimolante se fatta con il giusto approccio. Qui in Italia non abbiamo

una cultura del dibattito come quella presente in altri Paesi europei e anglosassoni. Di
conseguenza, la maniera migliore per gettare le fondamenta di una cultura del genere tra i
giovani è quella di rendere il dibattito qualcosa di stimolante e accessibile a tutti. Mi ritengo
altamente soddisfatto, soprattutto per la continuità che ha caratterizzato il gruppo del
laboratorio e la qualità del dibattito finale.

  1. Come hai strutturato l’attività? Quali metodi hai utilizzato?

Ho strutturato l’attività seguendo la metodologia dell’educazione non formale. Ho utilizzato
giochi di ruolo, simulazioni di dibattito, lavori in gruppo, discussioni aperte in plenaria e
anche un gioco di carte. La parte della spiegazione teorica si limitava a una porzione limitata
di ogni incontro ed era sempre partecipata. L’approccio utilizzato è stato orizzontale,
evitando gerarchie e responsabilizzando i partecipanti.

  1. Pensi che i partecipanti abbiano vissuto positivamente questa esperienza?

I partecipanti mi sono sembrati soddisfatti di questo percorso. Si è creato anche un gruppo
di amici che insieme ha deciso di continuare a seguire gli appuntamenti di Giovani al Centro,
inoltre i ragazzi che hanno moderato hanno condiviso feedbacks positivi relativamente alla
crescita personale legata all’esperienza.

  1. In che modo secondo te l’educazione non formale può favorire la crescita personale o di gruppo?

L’ENF è una metodologia adattabile a ogni contesto e, in questo senso, accessibile a tutti.
Inoltre, segue un approccio graduale, permettendo di creare legami sociali più duraturi. Dal
punto di vista contenutistico, la dinamicità e l’interazione permette di assorbire meglio le
conoscenze e mettere in pratica fin da subito le competenze. Nel laboratorio di dibattito e
pensiero critico, questo stile educativo ha permesso ai partecipanti più timidi di partecipare e
crescere insieme al gruppo.

  1. Cosa ti porti a casa da questa esperienza?

La necessità di aumentare iniziative del genere a livello locale. Purtroppo, in Italia il contesto
scolastico non abitua i giovani al dibattito sano. L’assenza di pensiero critico oggi giorno
rappresenta un pericolo molto insidioso. Siamo bombardati di notizie (frequentemente false)
e spesso non troviamo il tempo di sedimentare e mettere alla prova i nostri pensieri
confrontandoci in maniera costruttiva.

  1. Hai un desiderio o un messaggio che vorresti lasciare a chi ha partecipato?

Diventiamo moltiplicatori del dibattito sano. Ognuno nel suo piccolo può contribuire a
migliorare la qualità del dibattito pubblico. Inoltre, credo che questo laboratorio possa essere
replicato annualmente e i dibattiti come quello finale possano essere riprodotti su più
tematiche. Proviamoci insieme!

CONTRIBUTO DEI PARTECIPANTI

“Un ambiente piacevole e familiare, mi ha fatto piacere partecipare e starò attento ad
iniziative successive di APG”
“Nella mia esperienza all’Orange ho conosciuto persone affini a me caratterialmente e con
cui non ho avuto timore nell’esprimere la mia personalità”

Giovani al Centro è un progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Erasmus+ e l’Agenzia Italiana per la Gioventù, ID: 2025-1-IT03-KA154-YOU-000303694