
L’escursione nella Foresta di Cuma ha permesso di esplorare un ambiente naturale complesso e suggestivo, sospeso tra bosco costiero, zone umide e litorale, nel cuore dell’area flegrea. Il percorso, semplice e accessibile, si è svolto a passo di naturalista, favorendo l’osservazione attenta di un territorio spesso poco conosciuto ma ricco di elementi naturalistici e storici.


Il tracciato, lungo circa 6 km e caratterizzato da dislivello minimo, attraversa un mosaico di habitat differenti: pinete litoranee, radure sabbiose, tratti di macchia mediterranea e aree umide retrodunali, dove la presenza di acqua superficiale crea condizioni favorevoli a una notevole biodiversità. Questi ambienti ospitano numerose specie di avifauna e rappresentano importanti zone di transizione tra terra e mare.

Durante il cammino, una parte del percorso si è svolta lungo le rotaie di una ferrovia dismessa, oggi progressivamente riconquistata dalla vegetazione. Lungo questo tratto è stata osservata anche una stazione abbandonata, testimonianza di un passato recente in cui l’area era attraversata da infrastrutture oggi in disuso, che si inseriscono nel paesaggio come elementi di interesse storico e paesaggistico.

La stagione autunnale ha arricchito ulteriormente l’esperienza dal punto di vista naturalistico: il sottobosco umido ha favorito la comparsa di numerose specie di funghi, osservabili lungo il sentiero e nelle zone più ombreggiate, offrendo spunti di lettura legati ai cicli stagionali e alla dinamica degli ecosistemi di pianura.



Al termine del percorso ci si è fermati per pranzare, suonare strumenti musicali e trascorrere il pomeriggio in compagnia. Un’uscita semplice ma completa, capace di unire cammino, osservazione naturalistica e scoperta di un territorio in cui natura, storia e presenza del mare si intrecciano in modo armonico.
ALLA PROSSIMA!

Articolo scritto da Silvia Montefoschi
